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l Angelus, ed a rincasare invita,
morti, voi, che sotterra ora mietete. 85
Socchiudo l uscio.  Antica ombra smarrita,
che in cerca erri del corpo; ultima foglia,
che stridi ancora dove fu la vita;
qual vento t ha portato alla mia soglia,
vecchio ramingo, ultima foglia morta 90
d albero immenso che non pi� germoglia?
Ma tu sei vivo: hai fame! E qui ti porta
necessit�. Sei vivo: soffri! Vivo
sei: piangi! Ed ecco, dunque, apro la porta:
entra, fratello; ch� ancor io& s�, vivo  . 95
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Letteratura italiana Einaudi
Giovanni Pascoli - Nuovi Poemetti
vi
Entra, vegliardo, antico ospite: ed ecco
l azimo antico degli eroi, che cupi
sedeano all ombra della nave in secco
(si levarono grandi sulle rupi
l aquile; e nella macchia era tra i rovi 100
un inqu�eto guaiolar di lupi& ):
il pane della povert�, che trovi
tu, reduce aratore, esca veloce,
che sol s intrise all apparir dei bovi:
il pane dell umanit�, che cuoce 105
in mezzo a tutti, sopra l ara, e intorno
poi si partisce in forma della croce:
il pane della libert�, che il forno
sdegna venale; cui partisci, o padre,
tu, nelle pi� soavi ore del giorno: 110
ognuno in cerchio mangia le sue quadre;
pi�, i pi� grandi, e assai forse nessuno;
o forse n ebbe pi� che assai la madre,
cui n avanza da darne un po per uno.
vii
Azimo santo e povero dei mesti 115
agricoltori, il pane del passaggio
tu sei, che s accompagna all erbe agresti;
il pane, che, verr� tempo e nel raggio
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Letteratura italiana Einaudi
Giovanni Pascoli - Nuovi Poemetti
del cielo, sulla terra alma, gli umani
lavoreranno nel calendimaggio. 120
Ch� porranno quel d� su gli altipiani
le tende, e nel comune attendamento
l arte ognun ciber� delle sue mani.
Ecco il gran fuoco, che s accende al vento
di primavera. Ma in disparte, gravi, 125
sulla palma le bianche onde del mento,
parlano i vecchi di non so che schiavi
d altri e di s�: ma sembrano parole
sepolte, dei lontani avi degli avi.
Guardano poi la prole della prole 130
seder concorde, e con le donne loro
e i loro figli, in terra sotto il sole,
frangere in pace il pane del lavoro.
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Letteratura italiana Einaudi
Giovanni Pascoli - Nuovi Poemetti
GLI EMIGRANTI NELLA LUNA
canto primo
Il brodiag e lo studente
i
Mancava ormai la legna e l acquavite.
Non venne il sonno e ritorn� la fame.
Disse un brodiag ai contadini: �Udite?�
Si lisciava la gran barba di rame
senza parlare, e si togliea tra il pelo 5
le foglie secche e qualche fil di strame.
Quelli aprivano gli occhi color cielo,
zuppi di sogno. �Il vento!� disse: �il vento
del nord! Quest anno tarder� lo sgelo!�
E l isba scricchiol� con un lamento 10
lungo ad un urto. Alz� le spalle un vecchio
senza levare dalle palme il mento.
Gli altri alla romba porsero l orecchio.
�Hai pane, tu� ghign� il brodiag �tu, fieno!
legna nel canto! latte anche nel secchio!� 15
�Che farci?� disse il vecchio. �Olio, non meno!& �
Il lume un po guizz� palpit� sfrisse,
si spense. Il vecchio disse: �Olio, nemmeno�.
Che farci! Serr� gli occhi. Altro non disse.
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Letteratura italiana Einaudi
Giovanni Pascoli - Nuovi Poemetti
Ecco e s empiva l abituro d una 20
pallida nebbia. Ch� via via men fisse
vanian le stelle all alba della luna.
ii
E la luna calante batt� gialla
sull impannata. Netta, senza brume,
stava, sul liscio mar di neve a galla. 25
L immensa taiga biancheggiava al lume.
Qualche betulla nuda, qualche cono
d abete, e solchi d ombra d un gran fiume.
E si lev� tra quelle genti un suono
dolce di voce: �Il giovine straniero 30
giunto tra noi, che parla a noi, ch � buono&
egli sa tutto; vede anche il pensiero
chiuso nei cuori& egli leggeva un giorno
un libro, il libro che ci dice il vero&
La Luna, dice, � un altra Terra, attorno 35
a questa Terra. E ci si va. C � gente
che v and�, che ne parla, ora, al ritorno& �
La giovinetta voce piovea lente
le sue parole. Balenava un raggio
or qua or l� da due pupille attente. 40
E il contadino e il boscaiol selvaggio
e donne e bimbi nella solitaria
capanna, udian la storia del passaggio
a quella luna, per il mar dell aria.
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Letteratura italiana Einaudi
Giovanni Pascoli - Nuovi Poemetti
iii
Scroll� la testa, il vecchio, e disse: �Fole! 45
L uomo non vola, o garrula ghiandaia,
come gli uccelli e come le parole!
L acqua ci pu�. Sul fiume va l alzaia,
non gi� per aria. L aria � aria; nulla.
Ma l acqua � cosa, quando pur traspaia. 50
Fole da dire sotto una betulla,
d estate, a sera& � Ed ella disse: �Allora
le nuvole?& � E il brodiag: �Ecco, fanciulla!
Terra e lombrichi vede chi lavora
le terra. C � nel mondo altro, che il grano! 55
Il sole cade; e l uomo fa l aurora!
Uno bisbiglia; e l ode uno lontano
le mille miglia! I carri vanno a torma,
da s�, con un fragore d uragano!
E c � chi vola senza lasciar l orma. 60
S�! S�& come la nuvola che batte
nella luna, e si ragna e si deforma& �
Le sue parole in un chiaror di latte
Passavano, nel loro alitar su.
Come nuvole presto fatte e sfatte 65
le rimirava l umile trib�.
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Letteratura italiana Einaudi
Giovanni Pascoli - Nuovi Poemetti
canto secondo
Com � la luna
i
Sc�rsero i giorni, anche le notti; e il vento
soffi� pi� forte, e si lev� la luna
pi� tardi, e il fuoco morto e il lume spento
s era pi� presto: un altra notte, e una
pallida nebbia err� su padri e figli 5
non sazi. Ma la madre era digiuna.
Dest� la luna i languidi sbadigli
degli altri: a lei si riflett� su gli occhi
umidi e lustri sotto i curvi cigli.
Si scaldavano un poco ora i marmocchi 10
a lei. L ultimo, in terra, il capo ciondo-
loni via via le urtava ai due ginocchi.
Ella parl�: �Se fosse qui quel biondo
grande& Ma egli prese la bisaccia
vuota; e chi sa, dov ora � mai, del mondo? 15
Io gli avrei detto: Non � lei che ghiaccia
i fossi e i fiumi? Non � lei che imbeve
del suo biancore i lunghi teli e l accia?
Non fa la brina e il gelo essa? Ci deve
far cos� freddo! tra le stelle sole, 20 [ Pobierz całość w formacie PDF ]

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